
Finalmente avrò l'onore di appartenere ad una forza extra-parlamentare. Soddisfazione che fino ad ora mi era mancata. Potrei dire tutto ed il contrario di tutto su queste ultime elezioni. La delusione ha tinte fosche. Tristezza e preoccupazione vanno a braccetto. Un parlamento pieno di destra xenofoba, affarista e trafficona e di un'opposizione blanda e paracula (già pronta ad alleanze fetide), un governo guidato dall'amico della mafia, dal corruttore, dal clown in doppio-petto, dal Dorian Gray di Arcore - lui ringiovanisce ed invecchiamo malamente noi. Un parlamento senza la sinistra. Ma bisogna ripensarla, questa sinistra. Bisogna smetterla di candidare nonnetti ormai sovraesposti. Il vero coraggio è dare un taglio netto al passato. Le ideologie restano, ma devono aderire ai fatti, altrimenti puzzano. E quanta puzza in quest'ultima campagna elettorale.
Guardo con crescente orrore il temibile gioco del toto-ministri. La Russa alla difesa: e allora torneremo in Iraq e la nostra marina presidierà le coste cannoneggiando i gommoni dei clandestini. L'avvocatessa Giulia Bongiorno al Ministero della Giustizia: lei, diventata celebre per aver difeso il mafioso numero uno Giulio Andreotti. Il rubicondo Sandro Bondi alla pubblica istruzione: e immagino già i libri di storia rivisti e riscritti e l'ora abbligatoria di Componimento poetico, lui che scrive merdate allucinanti su Vanity fair, versi che farebbero inorridire chiunque. Mara Carfagna al Ministero per la Famiglia: lei, la donna del calendario, del culo in aria, lei, che compare in migliaia di abitacoli di camion e dovrebbe al massimo guidare il Ministero dei Trasporti. C'è da avere paura, dopo qualche sana risata amara. Mi spaventa il popolo italiano, mi terrorizza la sua memoria corta, la sua disinformazione spesso voluta, il suo menefreghismo, il suo razzismo di fondo, mi spaventa pensare che abbia deciso di dare fiducia all'uomo che ha creato un buco tremendo nel bilancio dello stato, che ha fatto leggi per sé e per gli amici di famiglia, all'uomo della legge Gasparri e della Bossi-Fini, mi lascia esterrefatto pensare ai giovani precari che lo hanno votato nonostante la legge Biagi. Ci siamo tenuti venti anni il Duce, possiamo tenerci dieci, quindici anni il fascista del tubo catodico, il barzellettiere, l'unto del signore, la peggiore sciagura che potesse capitarci.
postato da: Hackmuth alle ore aprile 17, 2008 11:01 | Permalink | commenti (4)
categoria:vitaccia, indignazioni, me
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